Vetrina d'Arte

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Simona Reginella

Le Cattedrali dell’Anima di Simona Reginella

In un mondo dell’arte pieno di video installazioni, sculture scintillanti che sembrano slot­ machine, ammassi di stracci appesi al sollìtto … ma soprattutto pieno di colori , possono sembrare alquanto strane, se non “carte povere”, queste opere di Simona Reginella. Ci si potrebbe chiedere quale appeal possano avere sul distratto cliente di un albergo, ma anche sul distrat1o visitatore di una Il era deil’arte a caccia solo dei soliti noti artisti … visti più che altro come investimento. Queste cattedrali, invece, sono fatte solo di “segni”, tratti nervosi, immediati, e poi “sporcati” con dell’inchiostro diluito, tanto per dare una parvenza di “volume”. Ma che senso ha, nel 2017, dopo quanto hanno fatto Fontana, Warhol, Basquiat e tante altre super star dell ‘art-market, realizzare e presentare opere così “distanti” dal trend “glitteroso” degli ultimi 30-40 anni? Ha senso proprio in quanto rifiuto dell’esteriorità, rifiuto delle forme sensuali e levigate…ma vuote. Ha senso proprio in quanto ricerca del “contenuto”, piuttosto che del “contenitore”. Insomma, queste cattedrali, sono propriamente degli scheletri di quelle che potevano essere le bellissime cattedrali gotiche, risplendenti dei loro marmi, e delle vetrate policrome…E infatti qui è rimasta solo la “struttura”…vale a dire la “sostanza”… lo “scheletro”, che poi è quello che sorregge il tutto. A questo punto, se qualcuno si è soffermato più del solito… potrebbe anche cogliere l’analogia che fa di queste cattedrali dei simboli della nostra condizione umana … una ricerca di cosa c’è sotto alla pelle, alla carne…per vedere se c’è ancora un ‘anima che ci governa … o se sono solo i soldi…la carriera…il lusso a tutti costi… Ecco, allora, che queste cattedrali ci appaiono nella loro reale dimensione in quanto “Cattedrali esistenziali”, proprio perché sono come una radiografia di quella cattedrale che è il nostro corpo e ci costringono a guardarci dentro. E non è un’operazione facile…certo non è un’operazione indolore perché la vita contemporanea ci fa ingoiare e metabolizzare di tutto. E soprattutto quella dell’artista non è un’operazione “trendy”. Ma Simona Reginella, che è figlia d’arte (Tommaso Reginella, il padre, a sua volta artista e teonco), ha alle spalle anni di lavoro sul “pianeta uomo” (ma molto più spesso anche “donna”) e perc1·0· ha affrontato qui il tema certo con un segno drammatico e crudo, ma anche con grande levità…
Guardiamole queste cattedrali…e poi guardiamoci dentro.

Maurizio Scudiero

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